logo TODAY 24 Gela
CGIL E SILP | Documento

Niscemi, scarpette rosse per dire no alla violenza di genere. Testimonianze e iniziative contro ogni forma di abuso


di Alberto Drago

Niscemi, scarpette rosse per dire no alla violenza di genere. Testimonianze e iniziative contro ogni forma di abuso
attualità
29 Nov 2021

Tante scarpe femminili rosse hanno colorato la piazza Vittorio Emanuele in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, poiché simbolo di donne vittime di maltrattamenti, abusi, discriminazioni, violenze e soprattutto uccise, quattro delle quali anche in città. Patrizia Scifo, la ragazza di 17 anni, figlia di Vittorio Scifo, noto come “Mago di Tobruk”, che nel 1983 scomparve per mano di Cosa Nostra; Lorena Cultraro, la ragazza di 14 anni che nel 2008 tre “baby assassini” violentarono ed uccisero senza pietà in un casolare di contrada Valle Giummarra e che gettarono il corpo legato con una grossa pietra in un pozzo; Ana Maria Florian, la giovane romena di 23 anni, uccisa nel 2015 dal suo ex convivente con 5 colpi di pistola e, Giuseppa Pardo, la donna di 66 anni che l’anno scorso venne uccisa dal marito con un coltello, colpita mortalmente al torace ed alla gola.
Scarpe rosse di forte impatto emotivo e come messaggio di sensibilizzazione pubblica contro la violenza di genere ed i femminicidi, che su input dell’Amministrazione comunale diretta dal sindaco Massimiliano Conti ed a cura dell’assessorato alle pari opportunità presieduto da Alessandra Di Dio, sono state collocate in piazza, lungo la pavimentazione circolare di pietra bianca.
Una manifestazione alla quale hanno collaborato le consigliere comunali di maggioranza Alessandra Lo Monaco ed Eleonora Minardi e di minoranza Valentina Spinello e Rosetta Cirrone Cipolla.
“E così che abbiamo voluto ricordare” spiega l’assessore Alessandra Di Dio, ”tutte quelle donne molestate, abusate, torturate ricattate ed uccise in Italia e nel mondo ed anche con manifesti che lanciano i messaggi – l’amore non è violenza, senza il consenso il sesso è violenza, né schiave né oggetti: solo donne, la violenza è l’ultimo rifugio degli incapaci – e tanti altri”.
Valentina Spinello aggiunge: ”occorre rieducare le nuove generazioni al rispetto reciproco dei sessi e verso la donna, poiché la violenza non è mai risolutiva, ma crea sofferenza nella donna e nella società”.
Rosetta Cirrone Cipolla conclude: ”occorrono leggi che garantiscano più sicurezza alle donne che denunciano le violenze subite.
Le istituzioni ed ogni cittadino devono sentire come propria questa grave problematica”.

Intanto anche Cgil e Silp sono intervenute sul tema della violenza di genere con un documento a firma di Rosanna Moncada e Lino Mastrantonio.

«Rispetto al passato – scrivono – le nostre istituzioni e le Forze dell’Ordine, la Polizia di Stato in particolare, anche grazie a innovativa legislazione in materia, sono molto più attrezzate a dare sostegno, aiuto e soluzioni alle donne vittime di violenza, pensiamo all’introduzione del cosiddetto “codice rosso” che permette interventi immediati di Polizia e Magistratura, e pensiamo ad esempio alla “stanza degli aquiloni”, sala di ascolto protetto per le vittime di violenza recentemente inaugurata presso la Squadra Mobile della Questura».
«Ma servono – sottolineano – anche strumenti di prevenzione e culturali per combattere alla radice il fenomeno ed introdurre una educazione all’affetto rispettosa della libertà delle donne, in ogni ambiente e contesto. In tal senso e’ da implementare in ambito nazionale il cosiddetto “protocollo Zeus” già sperimentato in alcune questure del nord e che prevede interventi sugli uomini già ai primi episodi “spia” che li avvii a percorsi culturali e psicologici formativi di una nuova coscienza ed educazione rispettosa delle donne, che li allontani dal distorto sentimento di possesso alla base delle violenze di genere».


Alberto Drago
Giornalista pubblicista, niscemese doc, ha lavorato in varie redazioni locali e regionali, contribuendo negli anni Novanta alla nascita di Antenna Sud. Impegnato nel volontariato con l’associazione nazionale Carabinieri. Collabora con il quotidiano La Sicilia. Ha fondato e diretto il periodico “L’Appunto”.