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Niscemi, sentinelle nelle professioni contro la violenza. Incontro alla scuola Futura


di Claudia Meli

Niscemi, sentinelle nelle professioni contro la violenza. Incontro alla scuola Futura
news
5 Dic 2025

«Sentinelle nelle professioni contro la violenza», è il titolo dell’interessante convegno che il Soroptimist International club di Niscemi ha tenuto presso l’Ente di Istruzione e formazione professionale “Futura”, rivolto agli studenti e alle studentesse dei corsi di acconciatura ed estetica. Alla base un’idea semplice, fare rete per cogliere i segnali di una violenza in atto. «Una scelta non casuale quella di rivolgersi a futuri professionisti di questi due ambiti – afferma Silvia Milletarì, presidente del Soroptimist International club di Niscemi – ma nata dalla deduzione che, proprio in virtù del loro mestiere, potrebbero rilevare i segni lasciati sul corpo da una violenza e riuscire a vedere quel livido che la cliente tenta di nascondere o anche, più semplicemente, perché spesso divengono i custodi di piccole e grandi confidenze da parte delle clienti. La donna che subisce violenza potrebbe, dunque, trovare in questi professionisti un punto di riferimento per capire come meglio agire per uscire dalla spirale degli abusi».

Riconoscere i segnali di una relazione violenza, sia che la si viva in prima persona, sia che riguardi altri, è questo il primo passo per diventare sentinelle. A relazionare sul tema la psicologa e psicoterapeuta, Francesca Mongelli. Nel suo intervento, dal titolo “Guardare, ascoltare, accogliere. Il ruolo di ciascuno di noi nel contrasto alla violenza contro le donne”, la disamina di tutti quegli atteggiamenti, incluse le affermazioni verbali, che sottintendono dinamiche di controllo, spesso alla base di comportamenti di violenza e manipolazione, e la declinazione di tutti quei micro segnali a cui porre attenzione. Ampio spazio è stato riservato alle dinamiche della dipendenza affettiva, motivo per il quale le donne, spesso, faticano ad interrompere una relazione violenta, e alla differenziazione dei concetti di conflitto e violenza, il primo inteso come un punto di valore all’interno delle relazioni e opportunità di crescita, se correttamente gestito, il secondo come prevaricazione di uno dei partner sull’altro e tutte le implicazioni connesse a tale atteggiamento.

Un intervento dinamico che ha più volto coinvolto gli studenti con la presentazione di frasi stimolo alle quali attribuire o meno la valenza di violenza e la visione di video in grado di suscitare riflessioni. «L’obiettivo – spiega – è sensibilizzare i ragazzi a quelle che sono le dinamiche sottili della violenza, non solo quella più visibile, ma la violenza sottesa a tutte le relazioni umane, sia tra uomo e donna che all’interno del nucleo familiare».

«Quando si parla di violenza contro le donne – ha aggiunto – spesso la platea maschile, si sente attaccata. Ma non lo si fa perché la violenza contro gli uomini non esista. Queste dinamiche, in tutte le sue forme, da quelle più gravi come l’omicidio a quelle più sottili come il controllo, riguardano anche le donne nei confronti degli uomini. Tuttavia, le percentuali sono molto diverse, gli uomini uccisi da partner o ex partner sono il 4 per cento, mentre le donne uccise da partner o ex partner sono il 60 per cento. Ecco perché si parla della violenza contro le donne come un fenomeno sociale e strutturale».

A conclusione del suo intervento, i suggerimenti su come accogliere e non giudicare, qualora ci si trovasse di fronte a persone che subiscono violenza o ad assistere in modo diretto a dinamiche di violenza, e sulle procedure da attuare e i numeri utili a cui potersi rivolgere.

«Abbiamo il dovere umano di denunciare. È di estrema importanza sensibilizzare anche alla possibilità di fare qualcosa per gli altri, quando gli altri non sono in grado di fare qualcosa per sé», ha concluso la psicologa.
L’iniziativa promossa dalla Soroptimist fa parte di un progetto mondiale, “Orange the world”, “Coloriamo il mondo di arancione per contrastare il rosso della violenza”, che consiste in sedici giorni di attivismo. Il progetto è stato inaugurato a Niscemi, il 25 novembre con l’accensione di luci arancioni nella facciata della caserma dei Carabinieri, all’interno della quale il club ha realizzato “una stanza tutta per sé” in cui le donne possono, in un ambiente più confortevole, denunciare o semplicemente chiedere un consiglio. Il progetto “Una stanza tutta per sé” è stato realizzato anche a Mazzarino con la collaborazione del Soroptimist International club di Gela e a Riesi con la collaborazione dei club di Caltanissetta e Gela. Le attività si concluderanno il 10 dicembre, in mattinata un convegno all’Iis di Niscemi “Leonardo Da Vinci” sulla cyber violenza, in serata la celebrazione del “Soroptimist day” che coinvolgerà le socie di tutto il mondo.

(Nella foto grande, in alto, la psicologa Francesca Mongelli. Nel corpo dell’articolo altre immagini dell’evento).


Claudia Meli
Claudia Meli vive e lavora a Niscemi. Insegnante di Lettere prestata al giornalismo, ha collaborato per diversi anni con l'emittente televisiva Rete Chiara e il Giornale di Sicilia. È socia del Lions club di Niscemi