Niscemi: sfollati durante i giorni della frana, poi rientrati nelle loro case senza alcun ristoro
di Alberto Drago
«La frana ha causato pure un notevole ribasso del valore delle abitazioni della zona rossa, per cui chi risarcisce adesso le famiglie proprietarie che sono rientrate, dal danno derivante dal deprezzamento immobiliare?» A chiederselo è Milena Ragusa, portavoce di tutte le famiglie che sono rientrate nelle loro case dopo essere state sfollate. «La frana – dice – non l’abbiamo voluta noi, ed è inaccettabile che il peso economico e psicologico della svalutazione di mercato dei nostri immobili determinato dalla catastrofe, ricada interamente sulle nostre spalle, per cui lo Stato dovrebbe risarcire pure noi che ci troviamo in questa condizione».
Poi Ragusa tocca pure il tasto delle donazioni stanziate a Niscemi per l’emergenza Frana.
«Sono dell’idea – dice – che tali fondi vengono erogati con criteri non uguali per tutti, poiché attualmente, i contributi vengono destinati soltanto a chi ha perso definitivamente l’abitazione, agli sfollati che risiedono nella zona rossa e persino ai commercianti che, nonostante i disagi, hanno già riaperto e continuano regolarmente ad esercitare le proprie attività. Tale criterio di ripartizione dei fondi a mia opinione è profondamente ingiusto, poiché quando si è verificato il disastro idrogeologico, l’evacuazione d’urgenza ha coinvolto tutti: infatti ci siamo trovati costretti ad abbandonare le nostre case, subendo lo stesso identico shock. Non si comprende per quale motivo chi è rimasto fuori casa per un mese intero debba essere completamente escluso da questi aiuti».
«Anche noi – afferma – abbiamo subito danni significativi, a partire dalle spese logistiche e dai disagi dovuti all’esodo forzato. Ecco perché penso che le donazioni dovrebbero essere distribuite a tutti i cittadini colpiti, anche perché chi ha donato lo ha fatto senza distinzioni di zona nera e zona rossa. Inoltre, trovo che sia giusto e doveroso che lo Stato intervenga per risarcire anche noi, dato che la frana ha causato il conseguenziale deprezzamento dei nostri immobili. A noi tali danni chi ce li paga? Chi è che ci risarcisce? Già nel 1997 – prosegue – quando è avvenuta la prima frana, le nostre case avevano perso gran parte del loro valore.
Oggi, con questo nuovo evento, hanno subìto un ulteriore e drastico crollo di valore sul mercato. Ci troviamo costretti ad assorbire una perdita economica enorme e non è ammissibile – conclude Milena Ragusa – che lo Stato ci ignori e ci lasci da soli a pagare il prezzo di questo disastro. Non ci fermeremo qui per la nostra causa».









