Niscemi, solidarietà senza confini. Case in prestito e aste per aiutare chi ha perso tutto
di Desideria Sarcuno
Ci sono gesti silenziosi che non hanno bisogno di clamore, il cui obiettivo è unicamente quello di aiutare chi si trova in difficoltà. Come quello promosso dal gelese Santi Ventura, che assieme alla compagna Egle Scalia e ai familiari, hanno messo a disposizione un’intera abitazione, a sostegno di chi a Niscemi, ha perso la propria. Una città tende la mano ad un’altra nella speranza di dare un piccolo sollievo, un posto caldo in cui dormire. “Voglio lanciare un appello ai nostri vicini di Niscemi rimasti senza casa. Abbiamo il piacere di ospitare gratuitamente coloro che ne hanno necessità nella nostra casa, frutto di anni di lavoro e sacrifici .” Racconta Santi Ventura, promotore dell’iniziativa solidale. L’abitazione, dotata di riscaldamento e che affaccia sul mare, è libera e attualmente disponibile e si trova a pochi passi dalla chiesa del Carmine, presso il vico Giardinelli. L’unica condizione? Il rispetto dell’ambiente messo a disposizione, nient’altro. Chiunque è il benvenuto.
“Attualmente la casa è libera, avevamo trovato degli inquilini ma poi hanno fatto marcia indietro. Con la mia famiglia, desideriamo dare un messaggio: fatevi avanti, Gela vuole esservi vicina e desideriamo solo aiutare senza guadagnarci nulla” spiega il cittadino.
Ma la scia di solidarietà continua fino ad arrivare ai locali della movida, come la Mandragola, uno dei posti cult della vita notturna. Il locale, domani sera (a partire dalle 22.30) ospiterà un’asta di beneficenza durante l’open mic. Il ricavato sarà donato al comune di Niscemi. “Oltre alle nostre donazioni, invitiamo tutti a portare oggetti da mettere all’asta per la causa, va bene qualsiasi cosa. Vogliamo esprimere la nostra vicinanza alla città colpita dalla frana, nessuno va lasciato solo. Voi siete importanti” Racconta Valentino, detto Tino, proprietario del locale Mandragola.
”Data la gravità della situazione abbiamo pensato ad un modo per contribuire che potesse coinvolgere la nostra clientela, giovane e sensibile alla tematica. Negli scorsi open mic abbiamo dedicato spazio alla vicenda di Niscemi, ci chiedevamo come poter essere utili. Ora che esiste un C/C per le donazioni abbiamo deciso di organizzare un’asta, sicuramente non raggiungeremo grandi cifre, ma lo scopo principale non è quello. Speriamo solo che la nostra idea possa dare i suoi frutti, raggiungendo in molti e che possa essere di ispirazione. Più si è ad aiutare, meglio è.” Conclude.
Iniziative che fanno la differenza nelle vite di chi, un giorno all’improvviso, ha dovuto lasciare tutto: casa, oggetti personali, ricordi. Molte delle abitazioni nella zona rossa, sono rimaste con le luci ancora accese. Durante l’emergenza, chi le ha lasciate non ha avuto nemmeno il tempo di spegnerle. Un’immagine che da sola spiega il dolore, l’incertezza e la paura di non farvi ritorno.
Nel frattempo la zona rossa si allarga, estendendosi alle zone rurali, gli sfollati sono 1606. Oggi, sono scesi in campo gli esperti dell’Ingv, Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, su richiesta della protezione civile nazionale per il monitoraggio della frana. Sul territorio continuano, 24 ore su 24, le operazioni antisciacallaggio, attraverso il dispiegamento delle forze militari.





