Niscemi: tecnici rimodulano la zona rossa. La frana si assesta, segnali di ritorno alla normalità
di Claudia Meli
A sei mesi dell’evento franoso che ha colpito la città di Niscemi, un nuovo report per fare il punto della situazione. Si è svolto ieri un incontro del capo della Protezione civile, Fabio Ciciliano, con gli organi comunali. Quanto emerso rende definitiva la rimodulazione della fascia di interdizione: dagli iniziali centocinquanta metri dal ciglio della scarpata, la fascia è ora ridotta a cento metri, rimanendo esclusi, tuttavia, dalla restrizione alcuni edifici risultati in area stabile. Nel quartiere “Sante Croci”, vista la conferma dei dati sulla stabilità, cinque isolati sono stati esclusi dalla zona rossa. La fascia di interdizione rimane invariata per la parte sud-orientale, zona “Pirillo”, a causa del persistere della registrazione di segnali di movimento. Una misura, è stato detto, suscettibile di variazione. Il rientro potrebbe avvenire al termine dei lavori di messa in sicurezza della zona: il progetto che sarà vagliata dalla Corte dei Conti, sarà esecutivo al termine dell’iter burocratico e potrebbe essere attuato entro il mese di settembre. Tale rapporto tecnico, ricavato dagli esiti del monitoraggio straordinario da parte della Protezione Civile e di un gruppo di esperti dell’Università di Firenze e del Cnr, aggiornato a giungo 2026, presenta i risultati delle analisi condotte con tecnologie satellitari e sensori Gnss, atti a valutari la stabilità del territorio e, di conseguenza, intraprendere le misure di intervento più idonee. Il quadro emerso, dunque, per certi versi e seppur in minima parte, placa l’inquietudine che ha accompagnato gli ultimi sei mesi. Dalle analisi satellitari e strumentali emerge che la frana mostra una tendenza di assestamento e che il centro abitato della città è in condizioni di sostanziale stabilità, con movimenti del terreno ridotti a pochi millimetri nelle aree monitorate. Persistono, tuttavia, segnali di movimento nelle aree immediatamente a ridosso della scarpata della frana, in particolare nei versanti occidentali e meridionali e vicino il plesso scolastico «San Giuseppe». Se ne ricava, dunque, che il rischio residuo, per gli edifici vicini al margine instabile, rimane comunque elevato, soprattutto in caso di forti di piogge. Il monitoraggio integrato (satellitare e GNSS) continuerà, è stato ribadito, per garantire la sicurezza e supportare eventuali future modifiche delle restrizioni. La priorità, resta la tutela della popolazione, ma si punta anche a restituire progressivamente le aree sicure ai cittadini. Niscemi, dunque, sembrerebbe avviarsi verso una graduale normalizzazione che permetterà di bilanciare sicurezza e ritorno alla quotidianità













