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Niscemi, appello dopo la frana. Cirrone: «Perché figli e figliastri nelle operazioni di recupero?»


di Alberto Drago

Niscemi, appello dopo la frana. Cirrone: «Perché figli e figliastri nelle operazioni di recupero?»
attualità
27 Feb 2026

«Se da un lato sono contento, anche come laureato in lettere, che siano stati recuperati i volumi della biblioteca privata della famiglia Pisa-Alberghina, un tempo appartenuti al professor Angelo Marsiano, dall’altro provo sconforto e amarezza per il fatto di non poter ancora recuperare nulla dalla mia casa solo perché situata a meno di 30 metri da quella maledetta linea di frana». Sono le parole di Francesco Sergio Cirrone, uno dei tanti cittadini a cui la frana del 25 gennaio scorso ha danneggiato l’abitazione di famiglia ubicata in fondo alla via Garibaldi, nella cosiddetta “zona nera”.
«Il mio pensiero – afferma – è rivolto alle persone che non chiedono, che non alzano la voce, che si adeguano alle regole, che rispettano le istituzioni e le leggi, ma che oggi assistono incredule a decisioni che sembrano creare differenze, con percorsi consentiti ad alcuni e negati ad altri. Abbiamo assistito inermi al recupero della croce, nel cuore del canyon, e a quello di libri storici in una casa sospesa per metà nel vuoto, mentre nelle nostre case si potrebbe ancora prelevare qualcosa: una foto, un oggetto, un regalo, un gioiello».

«Sì, solo oggetti per qualcuno, ma oggetti pieni di ricordi, emozioni, profumi e storie che hanno ancora un valore per chi oggi deve ricominciare a vivere e cerca di recuperare un pezzo della propria identità in bilico a pochi passi dal vuoto. Ci troviamo la strada sbarrata da una transenna, da una divisa, da una mappa che recinge la nostra speranza di recuperare le nostre cose, mentre dall’altro lato sono in corso operazioni speciali degne di cronaca.
Ed è allora così che si creano sommersi e salvati, costretti in una zona grigia da chi dovrebbe garantire uguaglianza e giustizia, ma che finisce per creare figli e figliastri in una situazione già profondamente drammatica. Non voglio assolutamente fare polemica, ma lanciare un appello all’equità. Mi auguro quindi che da domani i Vigili del Fuoco e la Protezione civile rivolgano la stessa sensibilità e le stesse attenzioni a tutte le persone che possono ancora recuperare qualcosa dalle loro abitazioni».
Le parole sono


Alberto Drago
Giornalista pubblicista, niscemese doc, ha lavorato in varie redazioni locali e regionali, contribuendo negli anni Novanta alla nascita di Antenna Sud. Impegnato nel volontariato con l’associazione nazionale Carabinieri. Collabora con il quotidiano La Sicilia. Ha fondato e diretto il periodico “L’Appunto”.