«Non fece affari con mafia di Gela», assolto consigliere. «È una vittoria della giustizia»
di Redazione
Non era in «affari» con esponenti dei clan di Gela, nello specifico, non acquistò cocaina da un esponente del clan con la finalità di spacciarla. Il Gip di Caltanissetta, Lorena Santacroce, ha scagionato Giuseppe Alaimo, 30 anni, vicepresidente del consiglio comunale di Canicattì, dirigente provinciale della Democrazia Cristiana di Agrigento. Il giovane politico, all’epoca dei fatti commerciante di auto, ora dipendente di una cooperativa sociale, nel marzo dell’anno scorso, dopo avere ricevuto un avviso di garanzia nell’ambito dell’inchiesta «Ianus», che ipotizza un traffico di droga legato ai clan gelesi, i cui affari si estendevano fino all’Agrigentino, si era dimesso dall’incarico di presidente provinciale della Dc. Anche il pubblico ministero della Dda di Caltanissetta, Claudia Pasciuti, a conclusione della requisitoria, aveva chiesto l’assoluzione. A processo, in tutto, sono finite 64 persone fra cui sette agrigentini. «Siamo sempre stati consapevoli della sua innocenza – ha commentato l’avvocato Giacinto Paci, difensore di Alaimo insieme al collega Giuseppe Dacqui – anche la scelta del giudizio abbreviato è andata in questa direzione. Il grande clamore mediatico gli ha arrecato gravi danni e gli ha impedito di svolgere con serenità il suo ruolo di vice presidente del consiglio comunale».
Molto sollevato anche il diretto interessato, che ha commentato la notizia con un post sulla sua pagina social.
«È una vittoria della giustizia – afferma Alaimo – non solo personale, ma anche istituzionale, contro una deriva giustizialista che troppe volte ha sostituito il garantismo con la condanna preventiva. Nessuno deve essere giudicato sui giornali o sui social, ma solo nei tribunali, nel pieno rispetto del principio di presunzione d’innocenza. La mia assoluzione chiude una pagina dolorosa della mia vita. Tornerò a dedicarmi al mio lavoro e alle mie passioni, con rinnovata energia e determinazione, ponendo ancora più al centro il rispetto delle regole, la tutela dei diritti e la difesa delle istituzioni democratiche».









