Oggi la solennità della «Giunta», simbolo delle croci che la comunità locale è chiamata a portare. Tra speranza e solidarietà
di Alberto Drago
Quest’anno le sacre rappresentazioni della Settimana Santa sono ancora più sentite, non solo per il legame con la tradizione religiosa e popolare che continua a tramandarsi, ma anche per la grave ferita sociale, identitaria ed economica causata dalla frana, dal dramma umano che vivono gli sfollati e dalla speranza di una città che dopo avere sofferto la “Croce” nel senso più profondo del significato della Pasqua, spera nella resurrezione. E di “Croci” pesanti a dire il vero, Niscemi ne soffre ancora: la frana del 12 ottobre del 1997 che danneggiò il quartiere Sante Croci sulla fascia collinare Sud; quella del 16 gennaio scorso che ha causato sul versante collinare Ovest lo smottamento della Sp 12 Niscemi-Passo Cerasaro; il terribile dissesto idrogeologico del 25 gennaio scorso sul versante collinare Sud, che con un’estensione di 5 chilometri, ha dato il colpo di grazia a quello che era rimasto dei quartieri Sante Croci e Pirillo, causando dirupi di 50 metri e lasciando squarciate e sospese nel vuoto tantissime abitazioni; l’incendio che l’estate scorsa ha quasi completamente distrutto la Sughereta e che gradualmente si sta rigenerando.
E che dire di altre “Croci“ calate dall’alto: il petrolchimico gelese (dismesso come raffineria nel 2014), che per 49 anni ha esposto il territorio all’inquinamento atmosferico; la base “Us Navy” di contrada Ulmo, ritenuta fonte d’inquinamento elettromagnetico, perché costituita da 46 antenne Nrtf per le trasmissioni radio navali terrestri (attive dal 1991) ed il contestatissimo Sistema di comunicazioni satellitari Muos, (attivo dal 2016).
Ragioni per le quali il commovente incontro fra i simulacri di Gesù con la croce sulla spalla e l’Addolorata che lo raggiunge correndo, saranno vissute nel pomeriggio del Venerdì Santo, ancora con più emozione, fede e speranza, così come la Festa della domenica di Pasqua sera in piazza, con il suggestivo e gioioso incontro fra i simulacri della Madonna dell’Alleluia e Gesù risorto. Non essendo più accessibile il Belvedere, i due simulacri saranno condotti domenica sera in via Regina Margherita nella zona off-limits del quartiere Sante Croci per un momento di preghiera e fiduciosa speranza di una città che vuole rialzarsi e che aspetta di risorgere.





