Operazione all’alba con dieci arresti, manette pure per tre soggetti di Gela
di Redazione

Un asse criminale per il traffico di stupefacenti che collegava la Calabria alle piazze di spaccio locali è stato smantellato all’alba di oggi dalla Polizia di Stato. L’operazione, nome in codice «Drug Parking», è stata coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catania e condotta dagli uomini della Squadra Mobile di Ragusa. L’indagine, avviata nel dicembre 2023, ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip nei confronti di dieci persone, accusate a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti. Il bilancio dei provvedimenti vede nove persone in carcere (tra cui un gelese già detenuto) e una donna posta agli arresti domiciliari poiché in gravidanza. Tra i destinatari delle misure figurano anche tre donne (una ai domiciliari e due in carcere).
L’organizzazione e il «Professore»
Al vertice della struttura criminale ci sarebbe un cinquantenne residente a Comiso, identificato dagli inquirenti come il promotore e organizzatore del gruppo, noto nell’ambiente con l’appellativo di «Il professore». L’organizzazione presentava una forte connotazione familiare: sei degli indagati appartengono infatti allo stesso nucleo familiare, mentre altri due sono fratelli. Le piazze di spaccio erano soprattutto nel Ragusano ma, dalle indagini, emerge anche un collegamento con esponenti originari di Gela. Oltre ai soggetti residenti tra Comiso e Vittoria, tutti di età compresa tra i 24 e i 61 anni, l’operazione ha coinvolto anche tre gelesi di età compresa tra i 41 e 28 anni. Oltre a Emanuele Lauretta, già in carcere, sono coinvolti nell’operazione i gelesi Mauro Di Francesco e Orazio Campailla.
Il business e i canali di approvvigionamento
Il sodalizio garantiva un flusso costante di cocaina e marijuana proveniente dalla provincia di Vibo Valentia. Per eludere i controlli, i corrieri calabresi consegnavano i carichi in aree periferiche e parcheggi di esercizi commerciali (da qui il nome dell’operazione), scelti accuratamente come luoghi di scambio “insospettabili”. Il volume d’affari ricostruito dagli investigatori è imponente: si stima un giro d’affari illecito di circa 2 milioni di euro, proventi che venivano reinvestiti per il mantenimento degli associati e per l’acquisto di nuove partite di droga. Nel corso dell’intera attività d’indagine, la Polizia ha già sequestrato oltre 16 chilogrammi di cocaina.
Gli interrogatori
Con la chiusura del cerchio investigativo, la parola passa ora alla magistratura. Sono stati infatti fissati per domattina, a partire dalle ore 9.30, gli interrogatori di garanzia. I dieci indagati compariranno davanti al Gip del Tribunale di Catania, Anna Maria Cristaldi, per rispondere delle accuse contestate dai pm della Dda.





