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Riesi: marito e moglie colpiti dal Covid, lacrime di commozione dopo la paura. «Ti assale un terrore indescrivibile»


di Delfina Butera

Riesi: marito e moglie colpiti dal Covid, lacrime di commozione dopo la paura. «Ti assale un terrore indescrivibile»
attualità
23 Set 2021

È un’esperienza che lascia il segno non solo nel fisico ma anche nell’anima. Chi contrae il Covid si ritrova a convivere con un nemico invisibile che oltre a danneggiare il corpo provoca timore e paura. È quanto hanno provato due coniugi riesini, Rocco Golisano e Rosa Ricotta, entrambi non vaccinati e colpiti improvvisamente dal Coronavirus. Ora stanno bene grazie alle cure dei medici e degli infermieri. “Abbiamo avuto la fortuna di essere stati seguiti e curati dai medici e dal personale del reparto Covid – Malattie Infettive dell’ospedale Sant’Elia e della Rsa di Caltanissetta, dotati di grande professionalità e di tanta umanità – racconta a tratti commossa la signora Rosa Ricotta -. Ho avuto paura quella notte in cui presi per il braccio mio marito invogliandolo ad andare in ospedale. Una volta arrivata al Pronto Soccorso  sono svenuta, risvegliandomi all’interno della Tac. Successivamente io e mio marito siamo stati ricoverati nel reparto di Malattie Infettive. Ho provato un terrore incredibile. Ho aperto le braccia e ho affidato la mia vita e quella di mio marito al Signore. A rassicurarci è stato un infermiere o un operatore del reparto, che in segno di saluto ci ha sfiorato la mano. La situazione di mio marito era diventata critica ed i medici gli hanno somministrato un farmaco approvato recentemente dall’Ema. Io sono migliorata e mi hanno trasferita alla Rsa mentre mio marito è rimasto nel reparto di Malattie Infettive. Ero disperata, piangevo, perché avevo lasciato mio marito da solo ma sono stata ancora una volta rassicurata da medici e personale. Dopo un lieve miglioramento, le condizioni di mio marito sono peggiorate. Ho avuto anche il sostegno telefonico della dottoressa Irina Giaramita e di altre persone che pregavano per noi”. Un’esperienza drammatica e toccante che i due coniugi vogliono testimoniare.  “Ho potuto constatare durante la mia permanenza nella Rsa – aggiunge la signora Rosa Ricotta – che c’erano nonne tra gli 80 e 96 anni vaccinate e nel giro di alcuni giorni stavano bene, c’erano giovani vaccinati e nel giro di qualche giorno stavano bene. Chi non aveva fatto il vaccino, era stato colpito dalla forma più grave del Covid e non poteva stare neanche in piedi. Ci sono persone nei social che mirano solo ad avere seguaci e confondono le idee alle persone titubanti, danneggiandole. È gente che cerca solo visibilità. Non bisogna ascoltarli ma affidarsi ai medici. Anche la campagna vaccinale forse non è stata fatta in modo capillare magari attraverso i medici di famiglia che sono i punti di riferimento più vicini ai cittadini e potevano rispondere alle nostre domande e chiarire i nostri dubbi. Io e mio marito ci sentiamo dei miracolati e pertanto intendo attraverso mio nipote che fa parte dell’Interact del Rotary Club Valle del Salso, promuovere una raccolta fondi per l’acquisto di guanti, tute e materiale utile da destinare al personale della Rsa che ogni giorno è in prima linea nella cura dei pazienti”.


Delfina Butera
Giornalista pubblicista, appassionata e grande lettrice di autori contemporanei, collabora con il quotidiano La Sicilia di Catania. Nel 2007 ha curato l’ufficio stampa dell’assessorato provinciale alla Solidarietà. Ha coordinato un corso di formazione sui temi del giornalismo al Liceo «Vassallo» di Riesi.