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DEPOSITO | Tra Butera e Riesi

Scorie nucleari, nessuno le vuole. I sindaci non perdono tempo e si vedranno in Autogrill. «Difenderemo il nostro territorio»


di Redazione

Scorie nucleari, nessuno le vuole. I sindaci non perdono tempo e si vedranno in Autogrill. «Difenderemo il nostro territorio»
politica
6 Gen 2021

Di nucleare al momento c’è la reazione del territorio alla notizia dell’area di stoccaggio in provincia di Caltanissetta, al confine tra Butera (territorio si cui ricadrebbe il sito) e Riesi. E oggi i sindaci del territorio, si incontreranno per un primo chiarimento, pur essendo un giorno festivo. E lo faranno nell’area di servizio «Q8» sulla di Riesi, sulla SS626. In prima linea, ovviamente, i sindaci di Butera, Filippo Balbo e Salvatore Chiantia, i colleghi di Mazzarino, Vincenzo Marino, Gela, Lucio Greco e Niscemi, Massimiliano Conti. Ma altri hanno dato adesione. Del resto ieri, Chiantia, in una durissima dichiarazione contro la scelta di localizzare la discarica a pochi chilometri dalla costa turistica e dai pregiati vigneti e dai rigogliosi giardini, cuori pulsanti dell’economia non solo di Riesi ma dell’intero sud Provincia, aveva parlato di «battaglia dei 22 sindaci», non solo di Riesi o Butera.

Sempre ieri, per il Comune di Gela, è intervenuto il vicesindaco, Terenziano Di Stefano, definendo la scelta «insopportabile e presuntuosa».

«Non nascondo – dice – che leggere la notizia di oggi , circa le zone individuate deputate alla ricezione dei rifiuti nucleari, mi ha lasciato l’amaro in bocca . Quell’amaro, però, si è trasformato in rabbia alla lettura della vicina Butera come zona individuata nella Carta Nazionale delle aree potenzialmente idonee alla ricezione dei rifiuti radioattivi e non già e non solo perché dista dalla nostra città solo pochi chilometri ma anche perché ritengo insopportabile la presuntuosa presa di posizione della società Sogin che ha individuato i siti senza peraltro spiegare in quale misura un sito può ritenersi “idoneo”. Come se alle città individuate non fosse consentito decidere alcunché, pertanto spogliandole del loro diritto al dissenso e a del loro diritto a preservare il proprio territorio da potenziali pregiudizi e incommensurabili danni. Siamo ancora lontani dalla esecutività della ricezione ma è bene che si sappia sin d’ora che a nessuno verrà consentito maltrattare il nostro territorio ritenendolo idoneo ad esser pattumiera ed è altrettanto bene che si comprenda sin da subito che seguiremo passo passo l’avvicendarsi degli eventi».

Forte dissenso dal sindacato.

«La Cgil provinciale – dice Ignazio Giudice – e a tutti i livelli si oppone alla proposta della Sogin, società pubblica di gestione del nucleare, che ha pubblicato l’elenco dei siti idonei per la realizzazione del deposito di stoccaggio nazionale dei rifiuti radioattivi, includendo fra questi le province di Palermo, Trapani e Caltanissetta è irricevibile. Quest’area della Sicilia è ritenuta sostiene Ignazio Giudice – a ragione, una delle zone più pregiate dal punto di vista paesaggistico, turistico e agricolo. Questo territorio tutela dal biodiversità siciliana ormai da secoli, possiede la Doc per l’uva da vino ed ha in itinere il riconoscimento per l’Igi della pesca».

«Ipotizzare di associare questi luoghi ad un deposito di stoccaggio di rifiuti radioattivi appare grave e conseguenza di una valutazione superficiale e approssimativa, più dedita al profitto che non alla logica che ogni investimento dovrebbe avere. Alla luce di queste considerazioni chiediamo che il piano (Cnapi) della Sogin venga rivisto e che si siti scelti si trasformino in non idonei ad ospitare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi».

«Interpretiamo – continua Giudice – in questo modo il sentimento prevalente della popolazione siciliana di tutti i produttori agricoli che coltivano da generazioni queste terre, tutelando un patrimonio per l’intera umanità e delle amministrazioni comunali interessate, tutte schierate contro questa nefasta ipotesi, che rischierebbe di pregiudicare lo sviluppo economico legato al turismo, alla cultura, all’ambiente, all’agricoltura del nostro territorio che vanno preservata da tutto e tutti. Non si può pensare di deturpare interi territori famosi in tutto il mondo per le ragioni storico/naturalistiche, vanno coinvolti i Sindaci e le Istituzioni sociali del territorio, ciò dovrebbe essere una regola certa per tutte le società a maggior ragione per quelle con capitale pubblico».

«Rivendichiamo una convocazione urgente sia da parte della Regione sia dai vertici dell’ ANCI dato che nessun sindaco merita di vedere l’ambito comunale che rappresenta trasformarsi in deposito di rifiuti, l’arretramento economico già in corso per ragioni congiunturali e strutturali sarebbe inesorabile, insomma una vera condanna a morte dell’economia. Sul tema ambientale – conclude Ignazio Giudice – non saranno ammesse deroghe al buon senso e neppure alle furbizie del quale la il sud da decenni è vittima».

Netta la presa di posizione degli industriali siciliani.

«Irricevibile» così Gregory Bongiorno, presidente di Sicindustria Trapani, bolla la proposta di Sogin, la società pubblica del nucleare, che ha inserito la Sicilia nella Cnapi, la Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee ad ospitare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi, e spiega: “La Carta individua le aree sulla base di motivi tecnici, geologici e ambientali, ma la Sicilia non risponde ad alcuno di questi criteri: tre dei quattro siti individuati sono a sismicità media e con terremoti anche abbastanza frequenti; è una regione ad alto rischio idrogeologico; è distante geograficamente dai siti di produzione delle scorie. Eppure una delle regole principali nello smaltimento dei rifiuti è quella della prossimità, visto che il trasporto comporta sempre dei rischi, amplificati in questo caso dalla natura stessa delle scorie. Il fatto, poi, che si tratti di una regione insulare completa il quadro. Poi mi chiedo anche come sia possibile non tener conto dei mille vincoli, paesaggistici, urbanistici, di rischio idrogeologico e chi più ne ha più ne metta, cui è sottoposto un qualsiasi imprenditore che oggi voglia avviare una nuova attività, nel momento in cui si decida di costruire un ‘semplicissimo’ deposito nazionale di rifiuti nucleari. Per quanto riguarda, infine, nello specifico le due località della provincia di Trapani, Calatafimi-Segesta e Fulgatore, sottolineo che si tratta di una delle zone più pregiate dal punto di vista paesaggistico, turistico, archeologico e agricolo e pensare minimamente di realizzare in questi luoghi un deposito nazionale di rifiuti radioattivi appare una idea assurda, frutto di una valutazione quantomeno superficiale. Siamo certi pertanto che Regione ed Enti locali interessati sapranno nei prossimi mesi e nelle sedi opportune far valere le proprie ragioni per evitare un ennesimo scempio ai danni della Sicilia”.

Forte anche il richiamo del Nursind, sindacato delle professioni infermieristiche.

«Il territorio – dice Giuseppe Provinzano, segretario territoriale – ha già pagato a caro prezzo in passato scelte che hanno avuto un duro impatto ambientale. Come sindacato degli infermieri conosciamo bene quali sono state le ripercussioni sulla salute dei cittadini e non permetteremo che un deposito di scorie radioattive venga individuato proprio nella zona di Butera. La nostra organizzazione sindacale – spiega – fatta da infermieri e quindi professionisti della salute, esprime netta contrarietà alla localizzazione, nella provincia di Caltanissetta, di un sito per lo smaltimento dei rifiuti radioattivi. Non staremo a guardare. Nonostante il periodo pandemico siamo pronti a farci promotori di una pacifica e civile protesta per ribadire la netta contrarietà, volta a scongiurare questo ulteriore scempio nei confronti della nostra comunità. Siamo assolutamente contrari alla sola ipotesi di gravare ulteriormente la nostra terra di un peso che non può e non deve sostenere in quanto ha già pagato un tributo pesante nel recente passato dal punto di vista ambientale. Pensiamo alle discariche a cielo aperto, alle emissioni in atmosfera e infine l’imposizione del Muos di Niscemi avversata dal territorio. Siamo certi che tutte le forze politiche, sociali, produttive e alle associazioni ambientaliste della provincia porranno in essere sin da subito ogni azione a difesa del territorio. Noi ci siamo e diciamo no».


Redazione
Today 24 è un quotidiano on line indipendente, fondato nel 2014 da Massimo Sarcuno. Ogni giorno racconta i fatti e le notizie di Gela, Niscemi, Riesi, Butera, Mazzarino e di molti altri comuni del comprensorio. In particolare l’area del Vallone.