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Scorie radioattive, molto rumore per nulla?


di Jorge Kempes

Scorie radioattive, molto rumore per nulla?
opinioni
6 Gen 2021

Indignados di Puerta del Sol, buongiorno. Rientro a Gela dopo circa due anni di domicilio dorato nella suggestiva Isola di Terranova. Ho una casetta di circa 300 mq a Quirpon Island, un posto tranquillo e remoto dove lo smartphone non funzionerà mai rilassandoti con le onde che si infrangono. Il direttore di Today24 Massimo Sarcuno ha tentato senza successo di mettersi sulle tracce del Cardinal Kempes che ha smesso di indossare l’abito talare e di riporre penna e calamaio sullo scrittoio di epoca ottocentesca per riposarsi dall’altra parte della Terra. Due anni di tentativi senza perdersi d’animo fino a quando ieri suona il telefono da parete anni venti: è il direttore. Che redarguisce con garbo, come non mai, il vecchio ingegnere in pensione, poi ordinato ai voti della Chiesa. Insiste per un ritorno in grande stile sul tema che infiamma i territori, il deposito nucleare. Premetto: anche il Cardinal Kempes è preoccupato. Il direttore insiste per una disamina non politica. Lontana cioè dalla retorica di queste ore. Chiede di recuperare la mia memoria storica, quella lavorativa di ingegnere capo che ha rivoluzionato la storia d’Italia dal dopoguerra in poi e di tralasciare la mia esperienza amministrativa di sindaco. Quindi una verifica senza vincoli e limitazioni. Più che il direttore è la mia consorte Costanza che abbatte il Cardinal Kempes anche perché la residenza sembra il Quirinale con le continue consultazioni di politici e non solo. Mi ritrovo sottoposto ad uno stress continuo di telefonate a opera di comitati più o meno abusivi, associazioni varie in cerca di adesioni, politici frastornati dalle festività natalizie con ancora il panettone senza canditi tra le mani, per un sorso di Cnapi. Pensavo a un caffè di nuova produzione, a un chicco dall’aroma unico coltivato in Indonesia o a Panama. Chiedono a gran voce la manifestazione di interesse pubblico del cardinal Jorge Alberto Mario Kempes, il cui sentimento non è condizionato ma la rabbia interiore è più forte rispetto ai comunicati-panettoni di queste ore.
Eccomi.
Prima questione: il silenzio assoluto delle istituzioni ai vari livelli. La storia del Segreto di Stato la considero improbabile (al limite dell’assurdo) in questi sei e lunghi anni. Nella nazione con il più alto numero di allenatori, politici, poeti, santi e gole profonde di corte poteva resistere così a lungo? Nessuno sapeva? O tutti sapevano e sono stati muti per non perdere consensi? Non c’è la via di mezzo, per capirci. Mi chiedo: in questi anni nessuno ha mai informato gli «eletti», soprattutto a livello nazionale e regionale, dell’esistenza di questo piano Chernobyl? Per esempio, perché qualche politico sensibile e dotato di tempismo ha messo le mani avanti rilasciando dichiarazioni ai giornalisti prima che la Sogin pubblicasse la carta? A voi la risposta.
Seconda questione: l’individuazione del sito. L’esperienza di ingegnere, suggerisce che l’area non viene estratta a tombola. Non viene scelta a tavolino. Cioè non durante una partita a briscola o a poker quando i giocatori mettono all’asta anche le proprie attività. Nulla di tutto questo. Criteri e caratteristiche di un’area sono la derivazione di carte, studi, visite e sopralluoghi. Tracce di posta elettronica? Nessuno si è mai accorto di nulla? Nessuno ha sentito o visto nulla?
Terza questione: la costruzione del deposito nazionale è obbligatoria. Te lo impone l’Unione Europea che ha aperto una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia. Non ci sono altre verità. Chi sarà affetto da allergie politiche e sociali particolari (ricerca di visibilità o voti per future campagne elettorali), mentirà spudoratamente. La soluzione: la Brexit. Se vuoi rimanere nell’Unione Europea devi dotarti del deposito nazionale. Non ci sono altre scappatoie.
Quarta questione: si tratta di un progetto preliminare. “La pubblicazione della Cnapi, con l’elenco dei 67 luoghi potenzialmente idonei (che non sono tutti equivalenti tra di essi ma presentano differenti gradi di prioritĂ  a seconda delle caratteristiche) – si legge sul comunicato stampa- di fatto dĂ  l’avvio alla fase di consultazione dei documenti per la durata di due mesi, all’esito della quale si terrĂ , nell’arco dei 4 mesi successivi, il seminario nazionale. SarĂ  questo l’avvio del dibattito pubblico vero e proprio che vedrĂ  la partecipazione di enti locali, associazioni di categoria, sindacati, universitĂ  ed enti di ricerca, durante il quale saranno approfonditi tutti gli aspetti, inclusi i possibili benefici economici e di sviluppo territoriale connessi alla realizzazione delle opere. In base alle osservazioni e alla discussione nel Seminario Nazionale, Sogin aggiornerĂ  la Cnapi, che verrĂ  nuovamente sottoposta ai pareri del Ministero dello Sviluppo Economico, dell’ente di controllo Isin, del Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. In base a questi pareri, il Ministero dello Sviluppo Economico convaliderĂ  la versione definitiva della Carta, ovvero la Cnai, la Carta Nazionale delle Aree Idonee”. Le tutele territoriali devono essere esercitate in quella sede con una rappresentanza politica di spessore e autorevole e non nelle inutili proteste di strada (comprese anche le petizioni on line) dal sapore tipicamente agrituristico e medievale. Che servono soltanto ad alimentare la cassaforte di voti di politici piĂą o meno tali o qualche adesione di natura associativa.
Quinta questione: le aree della Sicilia sono meno interessanti avendo ottenuto una votazione molto bassa. Tanto fracasso per nulla?
Sesta questione: quali saranno gli incentivi, le prospettive di lavoro e di benessere per i comuni interessati? La paura è più forte della costruzione del deposito atomico? Su questa tema appare giustificato approfondire la materia nelle sedi necessarie.
Vostro Jorge Mario Alberto Kempes, giĂ  cardinale di Santa Romana Chiesa

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Jorge Kempes
Creato cardinale di Santa Romana Chiesa durante il papato di Joseph Ratzinger. Grande appassionato di politica, ha tutti i dischi di Lucio Battisti. E se poi, dietro quell’abito porpora, ci fosse una brillante penna locale che preferisce usare un curioso pseudonimo?