«Se domani non torno», manifesto di vita oltre la violenza. Associazione Co.Tu.Le.Vi. incontra gli studenti dell’istituto «Fermi»
di Redazione
Da oggi, 5 Novembre, arriva nelle sale cinematografiche italiane “Se domani non torno”, il film ispirato alla storia di Giulia Cecchettin. Una ragazza di appena ventidue anni, la cui vita racconta molto più di una di violenza: è il ritratto di un’esistenza fatta di sogni, desideri, affetti, passioni e fragilità. La regia è di Paola Randi, mentre le parole che prendono vita sullo schermo sono quelle di papà Gino Cecchettin. Il film è infatti tratto dal libro “Cara Giulia. Quello che ho imparato da mia figlia” e si pone un obiettivo tanto ambizioso quanto profondamente umano: restituire colore al disegno di Giulia, senza lasciare che la sua storia si esaurisca nel tragico epilogo della sua vita.
Non soltanto una vittima di femminicidio. Una studentessa, una sorella, una figlia.
Da questa consapevolezza prende vita il percorso di sensibilizzazione nelle scuole, promosso dal Comune di Gela, dedicato al contrasto della violenza di genere e alla diffusione della cultura del rispetto. Un’iniziativa che coinvolge i centri antiviolenza del territorio e che porta tra i banchi di scuola un tema che non può essere confinato alle sole ricorrenze o alle pagine di cronaca. Tra gli sportelli coinvolti: l’Odv. Co. Tu. Le Vi, Save The Woman, Diritto e Donna, il Movimento “Non Una Di Meno”.
Questa mattina è stata l’associazione di volontariato Co.Tu.Le Vi. (Contro Tutte Le Violenze) a incontrare gli studenti dell’Istituto Fermi di Gela, nell’ambito di un percorso itinerante di sensibilizzazione che mette al centro il rispetto, la parità di genere e la cultura della non violenza.
Un progetto, promosso dal Comune attraverso il settore Servizi Sociali su iniziativa dell’assessore Valeria Caci, che vede la partecipazione dell’équipe multidisciplinare composta dalla pedagogista Vania Romano, dalla psicologa Cinzia Carapezza e dall’educatrice Evelina Falci. Tra gli interventi della mattinata anche quelli dell’avv. Giuseppe Messina e della professoressa Sonia Madonia.

A raccontare il senso dell’incontro è Selenia Campanaro, psicologa e responsabile dello Sportello Antiviolenza Diana Co.Tu.Le Vi. di Gela: «La nostra è una realtà che si occupa di contrastare e prevenire le diverse forme di violenza, rivolte a donne e uomini, ma anche fenomeni come bullismo, cyberbullismo e violenza nei confronti delle persone con disabilità. I ragazzi sentono parlare spesso di violenza di genere e credo che oggi più che mai, il compito di noi professionisti, sia fare qualcosa in più. Occorre- spiega la psicologa– farli riflettere, metterli nelle condizioni di interrogarsi e riconoscere ciò che a volte viene scambiato per amore, ma che può nascondere controllo e prevaricazione. Sono convinta che ciò che comprendiamo con la ragione possa essere dimenticato, mentre ciò che riusciamo a sentire emotivamente può lasciare una traccia più profonda. Ed è proprio quella traccia che vorrei contribuire a lasciare nei ragazzi, perché la prevenzione comincia anche dalla consapevolezza, dalle nostre parole e dai comportamenti che scegliamo ogni giorno».
Un messaggio che va oltre le aule scolastiche e che riguarda tutti, nessuno escluso. Perché educare al rispetto significa distinguere l’amore dal possesso e comprendere che la libertà dell’altro non è mai negoziabile.
L’appuntamento è per tutti al cinema: per grandi e piccoli.
È un invito alla consapevolezza. Chissà che, magari, non usciremo da quelle sale un po’ diversi, un po’ migliori.













