Sos carceri del Pli: «Serve una riforma su lavoro e rispetto dignità . Pena non sia punizione»
di Redazione
Mentre milioni di italiani partono per le vacanze, il Partito Liberale Italiano richiama l’attenzione sulle condizioni di privazione della libertà in cui migliaia di detenuti e agenti di Polizia Penitenziaria sono costretti a vivere e lavorare. Secondo il Segretario nazionale del Pli, Grazio Trufolo, i numeri fotografano una realtà drammatica: «Il sovraffollamento, le condizioni strutturali e igieniche inadeguate e, durante i mesi estivi, il problema delle temperature elevate rendono ancora più difficile la vita all’interno degli istituti penitenziari». La mancanza di climatizzazione lede la dignità della persona, che non può essere sospesa insieme alla libertà. Per il Pli è necessario un radicale cambio di approccio guidato dal principio costituzionale della rieducazione. Un sistema che si limita alla custodia, senza preparare il detenuto al ritorno in società, fallisce il suo obiettivo principale. Trufolo chiede quindi al Governo una riforma organica che non si limiti alla costruzione di nuovi posti ma affronti l’emergenza alla radice, mettendo al centro la formazione professionale e il lavoro. La proposta prevede un sistema strutturato di collaborazione con il mondo produttivo tramite convenzioni con imprese, cooperative e realtà professionali. L’obiettivo è permettere ai detenuti di imparare un mestiere reale e, se possibile, svolgere attività lavorativa anche all’esterno. Non si tratta di concedere privilegi, ma di offrire strumenti di responsabilizzazione: un detenuto che si reinserisce riduce drasticamente il rischio di tornare a delinquere, rappresentando un vantaggio in termini di sicurezza per tutta la collettività. La crisi carceraria non riguarda solo i detenuti, ma investe l’intera macchina penitenziaria, inclusi agenti, educatori e personale sanitario. Il Pli esorta l’esecutivo a varare una strategia complessiva basata su riduzione del sovraffollamento, interventi contro il caldo e potenziamento del personale. Il partito si dice pronto al confronto con istituzioni e imprenditori per attuare una riforma seria, ricordando che «la certezza della pena non può significare la certezza del fallimento della riabilitazione».











