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BAR | Espresso più caro

Tazzina più amara, a Niscemi caffè a un euro, a Gela sale a 90 centesimi. «Non è colpa del coronavirus»


di Alberto Drago

Tazzina più amara, a Niscemi caffè a un euro, a Gela sale a 90 centesimi. «Non è colpa del coronavirus»
attualità
9 Giu 2020

Fase 2, caffè leggermente più amaro. E se a Gela il balzello di fine pandemia è di 10 centesimi a tazzina, a Niscemi raddoppia: un espresso costa 20 eurocent in più. Da ieri mattina, infatti, tanti cittadini che hanno preso, come al solito, il caffè nei bar del centro storico di Niscemi, si sono visti battere uno scontrino da un euro. Rincaro prevedibile, dato che il prezzo di 80 centesimi era invariato dal 2008 e senza che negli ultimi 12 anni siano stati applicati aumenti. Ad averlo deciso è stata la stragrande maggioranza di bar e gestori di caffetterie di Niscemi, poiché si sono visti lievitare più volte nel corso degli anni il prezzo di acquisto del caffè e che attualmente comprano a 20 Euro il chilo oltre l’Iva. L’altro 10 per cento dei baristi della città invece, non sarebbe stato favorevole ad applicare proprio adesso il rincaro di 20 centesimi sul costo di una tazzina di caffè, poiché coincidente con la crisi economica che a maggior ragione, a causa dell’emergenza sanitaria del Coronavirus  si è acuita in tutti i settori produttivi.

«La crisi economica – dice Luigi Spatola – causata dal Coronavirus, non c’entra nulla con l’aumento del costo di 20 centesimi sulla tazzina di caffè. Esso è stato determinato dall’ultimo rincaro del costo della materia prima, ossia il caffè. In dodici anni, ha subito tre aumenti sul prezzo al chilo».

Altri baristi che preparano e piastrano pure panini, hanno riferito di avere registrato rincari anche sul prezzo di mortadella, prosciutto cotto e di altri insaccati. Aumenti di prezzi che determinano forza maggiore un aumento delle spese complessive di gestione annuale dei pubblici esercizi.


Alberto Drago
Giornalista pubblicista, niscemese doc, ha lavorato in varie redazioni locali e regionali, contribuendo negli anni Novanta alla nascita di Antenna Sud. Impegnato nel volontariato con l’associazione nazionale Carabinieri. Collabora con il quotidiano La Sicilia. Ha fondato e diretto il periodico “L’Appunto”.