Gela: pomodorini a rischio salmonella, Asp e 2 procure indagano sulla filiera
di Redazione

Tre inchieste parallele, due giudiziarie e una amministrativa, vengono condotte a latitudini diverse del Paese e stanno ridisegnando la mappa della contaminazione da salmonella legata alla filiera dei pomodorini della Piana di Gela. Quello che un mese fa sembrava un caso circoscritto a un singolo lotto ritirato dal mercato si è trasformato in un accertamento investigativo di portata nazionale che unisce oggi Lombardia, Emilia-Romagna e Sicilia. Il fronte più caldo sul piano giudiziario resta quello della Procura di Brescia. I magistrati lombardi hanno aperto un fascicolo d’inchiesta, al momento contro ignoti, ipotizzando il reato di lesioni colpose dopo i malori che hanno colpito un centinaio di bambini nelle scuole di Gardone, Concesio e Sarezzo. Gli accertamenti dei Nas si concentrano su un centro cottura di Inzino, dove era stata servita proprio una fornitura del lotto gelese ritirato dal ministero della Salute esattamente un mese fa.
Contemporaneamente, si muove l’inchiesta amministrativa e sanitaria in Emilia-Romagna. Il presidente della Regione, Michele de Pascale, ha firmato un’ordinanza restrittiva che vieta l’uso a crudo di ciliegini e datterini in tutte le mense scolastiche e negli ospedali fino a quando non sia chiarita la vicenda. Non si tratta solo di una misura precauzionale isolata: i tecnici della Regione stanno infatti scavando sui precedenti epidemiologici del territorio, dove già negli ultimi due anni si erano verificati casi di salmonella legati ai pomodori.
Infine, il terzo fronte, aperto dalla Procura di Gela e dalle autorità locali. Il dipartimento di Prevenzione dell’Asp, e il sindaco di Gela, Terenziano Di Stefano, avevano già avviato un’indagine interna alla filiera attraverso una task force istituzionale alla quale hanno dato piena collaborazione gli stessi produttori. Obiettivo: blindare la filiera e attivare verifiche a tappeto per ricostruire la catena dal campo alla tavola. Proprio sulla scorta di quelle prime linee d’azione, oggi gli esperti dell’istituto Zooprofilattico stanno stringendo il cerchio sulle risorse idriche della Piana: le primissime analisi hanno già confermato tracce di salmonella in alcuni campioni d’acqua utilizzata per scopo irrigui. Dalla prossima settimana i campionamenti scientifici si estenderanno ai pozzi privati, alla foce del fiume Dirillo e al lago Biviere, nel tentativo di isolare definitivamente l’origine della contaminazione.
La filiera del pomodoro va tutelata essendo una delle colonne portanti dell’economia agricola della piana.













